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Scaricabile il manuale sul diritto europeo in materia di asilo, frontiere e immigrazione

Pubblichiamo sul sito NoTratta il manuale che intende fornire una panoramica delle varie norme europee in materia di asilo, frontiere e immigrazione.

Il manuale è destinato ad avvocati, giudici, pubblici ministeri, guardie di frontiera, funzionari dell’immigrazione e altre figure professionali che collaborano con le autorità nazionali, oltre che a organizzazioni non governative e a organismi che potrebbero essere chiamati ad affrontare le problematiche legali in uno degli ambiti analizzati nel manuale.
Con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona nel dicembre 2009, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è divenuta giuridicamente vincolante. Il trattato di Lisbona prevede anche l’adesione dell’UE alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che è giuridicamente vincolante in tutti gli Stati membri dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa. In questo contesto, migliorare la comprensione dei principi comuni elaborati nella giurisprudenza delle due corti europee, nonché dei regolamenti e delle direttive
dell’Unione, è indispensabile per la corretta attuazione delle relative norme e, di conseguenza, per il pieno rispetto dei diritti fondamentali a livello nazionale.

Qui è scaricabile il manuale di diritto europeo in materia di asilo 2014

Nuova condanna per l’Italia da Strasburgo

Ieri 1 settembre è arrivato a sentenza il procedimento intentato davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo da due avvocato italiani, Luca Masera e Stefano Zirulia, per conto di tre cittadini tunisini.

La sentenza riveste una grande importanza, per i contenuti e per il contesto in cui si colloca. La vicenda risale al 2011, Ministro dell’Interno Maroni, quando nel centro di Lampedusa vennero rinchiusi per 4 giorni, senza l’avvallo della magistratura e senza poter contattare un legale, diversi migranti tunisini che poi vennero espulsi collettivamente verso il paese d’origine.
Tre di loro, grazie anche all’intervento dell’Arci, vennero rintracciati in Tunisia e diedero mandato ai due legali di sporgere denuncia.
La sentenza della corte Europea stabilisce tre principi fondamentali:
- è illegittimo detenere una persona senza che il provvedimento di restrizione della libertà personale venga avvallato da un magistrato e sia consentito ai detenuti di consultare un legale;
- le condizioni di detenzione nel centro di Lampedusa non rispettavano quanto previsto dall’articolo 3 della convenzione Europea dei diritti dell’uomo, in particolare per quel che riguarda i trattamenti disumani e degradanti;
- le espulsioni collettive verso la Tunisia erano illegittime, perché effettuate solo sulla base della nazionalità degli espulsi, senza il vaglio dei singoli casi e senza un provvedimento della magistratura.
Questa sentenza crea un importante precedente, di cui le istituzioni italiane ed europee dovranno tener conto nella discussione in corso e nei trattamenti concreti riservati ai migranti.
Questo vale per esempio sulla prevista detenzione negli hot spot, di cui si chiede con insistenza all’Italia di dotarsi. Hot spot e Hub chiusi nel sud Italia, dove i migranti verrebbero trattenuti in attesa dell’identificazione e della valutazione se richiedenti asilo o meno.
Secondo i giudici della Corte questo trattamento sarebbe illegale. Come illegali sono le condizioni di degrado in cui vengono costretti a vivere i migranti e richiedenti asilo nella maggior parte dei Cie e dei Cara.
Una sentenza dunque che rafforza chi da anni si batte contro quella sospensione del diritto cui le istituzioni si sentono autorizzate nei confronti dei migranti, chiedendone il rispetto della dignità e dei diritti.

“C’è rifugio dalla tratta”: le proposte operative

La tratta di esseri umani è una realtà sociale complessa, come complessi sono i flussi migratori attuali: nell’Unione Europea, si stimano oltre 625mila richieste d’asilo nel 2014 e 140mila vittime di tratta. Tra i richiedenti asilo, sono tante le persone che sono vittime di tratta – soprattutto per sfruttamento sessuale, lavorativo e per accattonaggio – o che lo diventano durante il “viaggio” o al loro arrivo nei Paesi di destinazione.

Per gli operatori dell’accoglienza non è però sempre facile identificarle, né tantomeno affidare le loro istanze e la tutela delle loro situazioni soggettive ai canali e alle misure di protezione più appropriati.
Questi e molti altri temi, sono stati affrontati il 18 e il 19 giugno in occasione dei seminari conclusivi del progetto europeo No Tratta coordinato da Cittalia. È emerso che l’azione di contrasto alla tratta passa da un’adeguata presa in carico della vittima o del richiedente asilo, da una minuziosa tutela legale e dalla previsione di modalità più efficaci di inserimento sociale e lavorativo. Grazie ai facilitatori e ai rapporteur del Servizio Centrale Sprar, di Gruppo Abele, di On The Road Onlus e dell’ASGI i gruppi di lavoro hanno prodotto delle proposte concrete che sono state poi riportate ai rappresentanti del Ministero dell’Interno e del Dipartimento per le Pari Opportunità durante la conferenza finale del 19 giugno.

https://www.youtube.com/watch?v=QZTrrjWhMMQ

Conoscere i cambiamenti del fenomeno ormai strutturale della tratta e le modalità con cui sempre più frequentemente si connette con il tema della protezione internazionale è il primo passo per poterla contrastare. L’obiettivo della conferenza del progetto No Tratta è stato proprio quello di cercare di mettere insieme e coniugare tra loro i saperi e gli strumenti dell’accoglienza integrata e della lotta alla tratta mediante la partecipazione e i contributi attivi di operatori, istituzioni, associazioni, amministratori locali e organizzazioni internazionali.

All’insegna dello slogan “C’è rifugio dalla tratta”, l’incontro ha favorito la creazione di un network tra amministratori locali, operatori Sprar, operatori del sistema nazionale anti-tratta e associazioni territoriali.
La sfida dei workshop paralleli è stata quella di analizzare le nuove forme di sfruttamento presenti in Italia: nonostante l’incidenza della tratta a scopo di prostituzione rimanga alta (62%), negli ultimi anni sono molto aumentati i casi di sfruttamento lavorativo (31%) e di accattonaggio (7%). Sono questi alcuni dei dati emersi dalla ricerca curata da Cittalia “Vittime di tratta e richiedenti asilo/titolari di protezione internazionale” e presentata da Alessandra Caldarozzi, che attraverso analisi desk e interviste sul campo conferma la presenza di vittime di tratta tra i richiedenti asilo.

Irma Melini, Presidente della Commissione Welfare e Immigrazione dell’ANCI, ha aperto la conferenza del 19, tenutasi presso la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, sottolineando l’importanza di rilanciare un tavolo unificato per l’emersione e la repressione del fenomeno della tratta.

Alla conferenza hanno partecipato anche Mirta Da Pra del Gruppo Abele, Maria Vittoria Pontieri del Ministero dell’Interno, Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale dello Sprar, la parlamentare Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità, che ha ribadito l’importanza che dovrà svolgere in questo contesto il Piano Nazionale Antitratta.

Gli sportelli di Torino, Parma e Firenze sono solo alcune delle buone prassi illustrate da Vincenzo Castelli, Presidente dell’Associazione On the Road, che possono essere replicate a livello locale per garantire un’adeguata presa in carico, un supporto psicologico e percorsi di inclusione sociale appropriati alle vittime di tratta.

Nel corso dei lavori, è stato presentato anche il Manuale operativo No Tratta, curato dal Gruppo Abele in collaborazione con Cittalia e On the Road. Uno strumento pratico per chi lavora quotidianamente sul campo e una utile raccolta di norme giuridiche per istituzioni ed enti territoriali, per difendere e ridare dignità alle persone vittime di tratta.

Il video completo della conferenza finale del 19 è disponibile qui.

“C’è rifugio dalla tratta”: il 19 giugno la conferenza No Tratta a Roma

I mutamenti del fenomeno della tratta di persone e le interconnessioni tra le misure per la protezione internazionale e quelle in favore della vittime di tratta saranno al centro della Conferenza “C’è rifugio dalla tratta: verso una strategia di intervento condivisa per vittime di tratta e richiedenti/titolari di protezione internazionale” che si terrà a Roma il 19 giugno, a partire dalle ore 9.00, presso lo Spazio Europa in Via IV Novembre 149.

La conferenza rappresenta l’evento conclusivo di due giornate seminariali che saranno dedicate alla promozione del dialogo e al rafforzamento della cooperazione inter-istituzionale tra tutti gli attori locali e nazionali coinvolti nella tutela delle vittime di tratta nell’ambito del sistema di asilo e ha come obiettivo quello di orientare l’agenda politica verso una strategia di intervento per integrare in maniera più efficace le normative e le pratiche afferenti al sistema anti-tratta e al sistema di protezione internazionale. Per identificare, proteggere e accompagnare le vittime, infatti, è sempre più necessario ottimizzare risorse e strumenti, definire procedure più snelle, costruire reti più efficienti e meglio attrezzate.

Durante la conferenza, verranno innanzitutto sottolineate le caratteristiche del fenomeno e dei sistemi e mostrate le criticità e le opportunità emerse dai gruppi di lavoro ristretti del giorno precedente. La seconda parte della mattinata sarà dedicata invece ad una tavola rotonda di alto profilo per capire “dove siamo e dove stiamo andando” in riferimento al fenomeno della tratta e alla protezione internazionale.

L’incontro, che sarà aperto da Irma Melini, Presidente della Commissione Immigrazione e Politiche per l’Integrazione dell’ANCI, vedrà la partecipazione – fra gli altri – dell’On. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità, del Prefetto Mario Morcone per il Ministero dell’Interno, di Luca Pacini, Direttore di Cittalia e Responsabile Area Welfare e Immigrazione dell’ANCI, di Daniela Di Capua, Direttrice del Servizio Centrale dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati ) e di Lorenzo Trucco, Presidente dell’ASGI Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione.

La conferenza è aperta ad operatori, esperti, istituzioni, forze dell’ordine e giudiziarie, organizzazioni del terzo settore, operatori del sociale e cittadini interessati e durante il suo svolgimento verranno presentati anche il Rapporto di Ricerca e il Manuale Operativo elaborati nell’ambito del progetto.

“C’è rifugio dalla tratta” è l’evento nazionale conclusivo del progetto NoTratta co-finanziato dal Programma “Prevenzione e Lotta contro la Criminalità” dell’Unione Europea e coordinato da Cittalia in collaborazione con il Gruppo Abele e On the Road.

Per iscriversi (fino ad esaurimento posti) basta inviare una mail, indicando nome e cognome ed ente di appartenenza al dott. Gabriele Guazzo (CITTALIA – Fondazione Anci Ricerche):
guazzo@cittalia.it,
tel. 06.01908507 / cell. 334.6589650