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“C’è rifugio dalla tratta”: il 19 giugno la conferenza No Tratta a Roma

I mutamenti del fenomeno della tratta di persone e le interconnessioni tra le misure per la protezione internazionale e quelle in favore della vittime di tratta saranno al centro della Conferenza “C’è rifugio dalla tratta: verso una strategia di intervento condivisa per vittime di tratta e richiedenti/titolari di protezione internazionale” che si terrà a Roma il 19 giugno, a partire dalle ore 9.00, presso lo Spazio Europa in Via IV Novembre 149.

La conferenza rappresenta l’evento conclusivo di due giornate seminariali che saranno dedicate alla promozione del dialogo e al rafforzamento della cooperazione inter-istituzionale tra tutti gli attori locali e nazionali coinvolti nella tutela delle vittime di tratta nell’ambito del sistema di asilo e ha come obiettivo quello di orientare l’agenda politica verso una strategia di intervento per integrare in maniera più efficace le normative e le pratiche afferenti al sistema anti-tratta e al sistema di protezione internazionale. Per identificare, proteggere e accompagnare le vittime, infatti, è sempre più necessario ottimizzare risorse e strumenti, definire procedure più snelle, costruire reti più efficienti e meglio attrezzate.

Durante la conferenza, verranno innanzitutto sottolineate le caratteristiche del fenomeno e dei sistemi e mostrate le criticità e le opportunità emerse dai gruppi di lavoro ristretti del giorno precedente. La seconda parte della mattinata sarà dedicata invece ad una tavola rotonda di alto profilo per capire “dove siamo e dove stiamo andando” in riferimento al fenomeno della tratta e alla protezione internazionale.

L’incontro, che sarà aperto da Irma Melini, Presidente della Commissione Immigrazione e Politiche per l’Integrazione dell’ANCI, vedrà la partecipazione – fra gli altri – dell’On. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità, del Prefetto Mario Morcone per il Ministero dell’Interno, di Luca Pacini, Direttore di Cittalia e Responsabile Area Welfare e Immigrazione dell’ANCI, di Daniela Di Capua, Direttrice del Servizio Centrale dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati ) e di Lorenzo Trucco, Presidente dell’ASGI Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione.

La conferenza è aperta ad operatori, esperti, istituzioni, forze dell’ordine e giudiziarie, organizzazioni del terzo settore, operatori del sociale e cittadini interessati e durante il suo svolgimento verranno presentati anche il Rapporto di Ricerca e il Manuale Operativo elaborati nell’ambito del progetto.

“C’è rifugio dalla tratta” è l’evento nazionale conclusivo del progetto NoTratta co-finanziato dal Programma “Prevenzione e Lotta contro la Criminalità” dell’Unione Europea e coordinato da Cittalia in collaborazione con il Gruppo Abele e On the Road.

Per iscriversi (fino ad esaurimento posti) basta inviare una mail, indicando nome e cognome ed ente di appartenenza al dott. Gabriele Guazzo (CITTALIA – Fondazione Anci Ricerche):
guazzo@cittalia.it,
tel. 06.01908507 / cell. 334.6589650

Duemila euro da ogni migrante

Sono stati beccati anche stavolta. Loro, i novelli Caronte al contrario, che dall’inferno navigano verso quella che, nelle speranze di chi viaggia, paga e prega per arrivare vivo sulla terraferma, dovrebbe essere la terra promessa. Sono stati quattro, come anticipato, gli scafisti individuati ed arrestati venerdì dagli agenti della Squadra Mobile, a poche ore dall’ennesimo sbarco in città di migranti provenienti da Siria, Tunisia, Palestina, Egitto, Giordania, Libia, Bangladesh e Nigeria.
Prima il soccorso in acque internazionali con la nave della Marina Militare “San Giorgio”, poi l’approdo, a bordo della stessa nave, al molo Colapesce. L’attività investigativa avviata dalla Mobile, con testimonianze e riscontri, ha permesso di identificare in pochissimo tempo e quindi di sottoporre a fermo quattro scafisti: Aziz Tamamn, marocchino di 26 anni, El Mouchtaray Reda, marocchino di 21 anni, Mustafa Semouzi, marocchino di 24 anni e Mohamed Hamuda, tunisino di 31 anni. Tutti accusa- ti di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono stati gli stessi migranti a raccontare com’è andata: i quattro hanno condotto il barcone per tutta la traversata, ognuno con compiti ben precisi. Il costo del viaggio della speranza? Più o meno il solito: tra i mille ed i 2.300 euro a testa, con partenza da una spiaggia di Zuara, in Libia. I migranti sono stati trasportati 25 per volta a largo, dove ad attenderli c’era un barcone fatiscente. I quattro, su disposizione del sostituto procuratore Federica Rende, so- no stati portati a Gazzi. A cosa andranno incontro? Probabilmente alla condanna più classica: reclusione fino a 3 anni e multa fino a 15 mila euro.

di Sebastiano Caspanello, Gazzetta del Sud