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Reclutati con la promessa di un lavoro, finiscono per chiedere l’elemosina
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Reclutati con la promessa di un lavoro, finiscono per chiedere l’elemosina

A processo quattro romeni che sceglievano i ragazzi anche fra orfani e malati in difficoltà. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani e alla riduzione in schiavitù.

Reclutati in Romania, anche negli orfanotrofi e poi attirati in Italia con il miraggio di un lavoro ma in realtà costretti all’accattonaggio travestiti da mimi o con pesanti costumi di animali-peluche da tenere anche in piena estate. Nel mirino finivano perlopiù i ragazzi con maggiori problemi, economici o psichici.
Per questi fatti sono finiti a processo (alle Corte d’Assise di Ravenna da novembre 2014) quattro romeni – due donne di 34 e 25 anni e due uomini di 33 e 36 anni – accusati di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani e alla riduzione in schiavitù .
Secondo le indagini, sarebbero stati in totale una trentina i ragazzi sfruttati per l’elemosina in strada. Tre le abitazioni nelle quali venivano smistati: a San Pancrazio e a Russi, nel Ravennate, e a Mezzogoro, nel Ferrarese.
L’inchiesta era partita tre anni fa da Milano quando un romeno aveva riferito di una fuga di un suo conoscente da una sorta di casa-prigione nel Ravennate. Il ragazzo aveva raccontato agli inquirenti di essere stato avvicinato in Romania con la proposta di un lavoro in una ditta edile italiana per 800 euro al mese: era quindi partito in bus con viaggio pagato ma il giorno dopo si era ritrovato in giro per Ravenna per imparare da altri connazionali che già mendicavano.

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