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Migranti, in aumento le donne costrette a prostituirsi
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Migranti, in aumento le donne costrette a prostituirsi

I dati diffusi dall’OIM, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, secondo le informazoni del Ministero dell’Interno. Mostrano che ad ottobre sono arrivate meno persone (15.279) rispetto a settembre (26.107). Il numero totale di arrivi del 2014 è comunque aumentato di quasi quattro volte rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il progetto Praesidium per contenere il fenomeno della tratta

Sono 154.075 i migranti arrivati in Italia via mare dall’inizio dell’anno fino al 31 di ottobre, si apprende dall’OIM,Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. I dati, del Ministero dell’Interno, mostrano come nel mese di ottobre siano arrivate meno persone (15.279) rispetto a settembre (26.107). Il numero totale di arrivi del 2014 è comunque aumentato di quasi quattro volte rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando le persone giunte in Italia via mare erano 38.882. I siriani sono sempre la
nazionalità più rappresentata (36.351), seguiti da Eritrei (33.872), Maliani (8.899), Nigeriani (8.031) Gambiani (6.787), Palestinesi (5.044) e Somali (4.965). Da sottolineare come il flusso di Palestinesi, arrivati in 1.000 fino al mese di giugno, sia cominciato ad aumentare solo a partire dall’estate.

L’aumento delle giovani nigeriane. Nonostante ad ottobre si sia registrato un calo degli arrivi di circa il 40 per cento rispetto a settembre, l’OIM Roma sottolinea come vi siano delle tendenze particolarmente preoccupanti: tra queste, la crescente presenza di donne potenziali vittime di tratta. “Nel 2014 sono giunte in Italia 16.839 donne, mentre nello stesso periodo del 2013 furono 5.163″, afferma Federico Soda, Capo Missione dell’ufficio dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) in Italia. “Abbiamo notato in particolare un rilevante aumento di giovani ragazze provenienti dalla Nigeria: 1.290, circa il 300 per cento in più rispetto alle 392 arrivate l’anno scorso.” Confessano: “Ci portano qui per prostituirci”. L’OIM da quest’anno ha costituito – nell’ambito del progetto Praesidium – due team “anti-tratta” attivi in Sicilia e in Puglia, allo scopo di rafforzare le attività di individuazione e identificazione delle vittime di tratta e sfruttamento. “Entriamo in contatto con le ragazze al porto, immediatamente dopo lo sbarco”, racconta Soda, “in modo di poterle informare sui loro diritti prima che possano essere avvicinate dai loro eventuali sfruttatori.” Gli operatori OIM affermano che molte delle donne intervistate confermano di essere state fatte arrivare in Italia a scopo di sfruttamento sessuale. In alcuni casi, le loro denunce hanno potuto portare all’arresto degli sfruttatori.Adescate con la promessa di un vero lavoro. Soda specifica come molte donne siano originarie dello stato nigeriano di Edo, dove vengono adescate con la promessa di trovare un lavoro in Italia.

“Ben presto le ragazze capiscono di essere state ingannate: durante il viaggio si ritrovano in una condizione di semischiavitù: vengono spesso violentate e sono obbligate a prostituirsi. Sono costrette di frequente a lavorare in bordelli in Libia e poi inviate in Italia dai loro aguzzini. Molte di loro, prima di partire, devono sottoporsi a una cerimonia vooddo, nel corso della quale devono giurare di restituire i soldi ‘offerti’ per il viaggio.
Purtroppo, a causa di questa manipolazione psicologica, diventa a volte complicato far capire loro come sia possibile liberarsi da questo debito e dagli sfruttatori.”  L’OIM è presente a Lampedusa, in Sicilia, in Calabria e in Puglia nell’ambito di Praesidium, un progetto finanziato dal Ministero dell’Interno italiano e dalla Commissione Europea e realizzato insieme a UNHCR, Save The Children e Croce Rossa italiana.

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