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2015 aprile

Duemila euro da ogni migrante

Sono stati beccati anche stavolta. Loro, i novelli Caronte al contrario, che dall’inferno navigano verso quella che, nelle speranze di chi viaggia, paga e prega per arrivare vivo sulla terraferma, dovrebbe essere la terra promessa. Sono stati quattro, come anticipato, gli scafisti individuati ed arrestati venerdì dagli agenti della Squadra Mobile, a poche ore dall’ennesimo sbarco in città di migranti provenienti da Siria, Tunisia, Palestina, Egitto, Giordania, Libia, Bangladesh e Nigeria.
Prima il soccorso in acque internazionali con la nave della Marina Militare “San Giorgio”, poi l’approdo, a bordo della stessa nave, al molo Colapesce. L’attività investigativa avviata dalla Mobile, con testimonianze e riscontri, ha permesso di identificare in pochissimo tempo e quindi di sottoporre a fermo quattro scafisti: Aziz Tamamn, marocchino di 26 anni, El Mouchtaray Reda, marocchino di 21 anni, Mustafa Semouzi, marocchino di 24 anni e Mohamed Hamuda, tunisino di 31 anni. Tutti accusa- ti di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono stati gli stessi migranti a raccontare com’è andata: i quattro hanno condotto il barcone per tutta la traversata, ognuno con compiti ben precisi. Il costo del viaggio della speranza? Più o meno il solito: tra i mille ed i 2.300 euro a testa, con partenza da una spiaggia di Zuara, in Libia. I migranti sono stati trasportati 25 per volta a largo, dove ad attenderli c’era un barcone fatiscente. I quattro, su disposizione del sostituto procuratore Federica Rende, so- no stati portati a Gazzi. A cosa andranno incontro? Probabilmente alla condanna più classica: reclusione fino a 3 anni e multa fino a 15 mila euro.

di Sebastiano Caspanello, Gazzetta del Sud

Vittime di tratta e richiedenti asilo: accordo Prefettura-Dedalus

La Cooperativa Dedalus e la Prefettura di Napoli hanno siglato un protocollo d’intesa per la tutela delle vittime di tratta e dei richiedenti asilo.

Lunedì 30 marzo, presso il Palazzo di Governo, il Prefetto di Napoli, Gerarda Maria Pantalone, ha presentato alla stampa il protocollo d’intesa stipulato, nel novembre dello scorso anno, tra la Prefettura di Napoli e la Cooperativa Sociale Dedalus.
Con tale accordo si mira alla condivisione di prassi comuni finalizzate all’identificazione e alla tutela delle vittime di tratta e sfruttamento, attraverso la strutturazione di un rapporto di costante interlocuzione tra le diverse componenti per superare la frammentazione degli interventi e migliorare la qualità delle risposte offerte dai servizi.

Si tratta di un’operazione volta a distruggere le maglie del traffico di esseri umani per garantire una vita felice e dignitosa alle persone migranti. Il protocollo prevede che in caso di necessità la cooperativa reperirà mediatori linguistico-culturali che si prenderanno in carica le vittime di tratta. Nel video di Pupia.tv parla, a nome di Dedalus, Andrea Morniroli.

di Redazione Pupia.tv